COMUNE DI MILANO - Le manifestazioni temporanee di pubblico spettacolo

Introduzione

Questa sezione vuole fornire agli operatori del settore un quadro informativo generale, non esaustivo, delle procedure amministrative e degli adempimenti normativi; in relazione alla specifica manifestazione temporanea di pubblico spettacolo che si intende realizzare potrebbero, infatti, essere necessarie integrazioni alla documentazione indicata, in ragione delle normative vigenti.

Gli operatori interessati possono consultare le informazioni riguardanti le diverse autorizzazioni utilizzando i link laterali, tramite i quali è anche scaricabile la modulistica necessaria.

Attività di intrattenimento

Per attività di intrattenimento e spettacolo si intendono divertimenti, distrazioni,  intenzionalmente offerti al pubblico, in rapporto ai quali si prospetta l’esigenza dell’intervento della pubblica amministrazione a garanzia di rilevanti interessi della collettività, rappresentati in particolare dall’incolumità e dall’ordine pubblico.

In particolare per intrattenimento si intendono attività che presuppongono la partecipazione attiva del pubblico come ad esempio discoteche, parchi divertimento e giostre, mentre per spettacolo si intendono attività a cui il pubblico partecipa passivamente come nel caso di spettacoli di danza.

In generale le attività di intrattenimento o spettacolo necessitano di autorizzazioni, salvo che lo spettacolo sia stato indetto nell’esercizio di una attività non imprenditoriale. 

Nessuna autorizzazione o licenza è richiesta, per esempio, per le riunioni a scopo di divertimento o di passatempo sia in circoli privati, riservati ai soli soci, sia in circoli aperti al pubblico, purché risulti che lo spettacolo non sia stato indetto nell’esercizio di una vera e propria attività imprenditoriale. 

Dalla normativa e dalla giurisprudenza formatasi in materia[1] si ricava infatti che l’elemento discriminante, sul quale occorre basarsi per stabilire il carattere pubblico o privato di un’attività di spettacolo, è l’imprenditorialità o meno dell’iniziativa (N.B. non rileva invece il carattere di impresa o meno del soggetto organizzatore).

L’attività imprenditoriale

Per qualificarsi come svolta nell'esercizio di attività imprenditoriale, l’attività deve essere genericamente finalizzata al lucro – inteso come profitto in senso economico - ossia chi la esercita si prefigge di ricavare dalla stessa un profitto personale.[2]

L’attività imprenditoriale è caratterizzata quindi dalla presenza di uno o più dei seguenti elementi:

  • pagamento del biglietto di ingresso, anche a mezzo di rilascio di tessere;
  • pubblicità degli spettacoli a mezzo di giornali, radio, locandine od altro;
  • caratteristiche dei locali tali da ritenere di essere in presenza di attività imprenditoriale;
  • numero delle persone che accedono ai locali: necessitano di licenza per esempio le manifestazioni che si svolgono in spazi privati nei quali sia consentito l’ingresso con biglietto d’invito se, per il numero delle persone invitate o per altre circostanze, il numero degli accessi divenga rilevante;

Per poter svolgere una manifestazione temporanea di pubblico spettacolo (manifestazione musicale, sportiva, danzante o espositiva quale mostre, concerti, eventi di varia natura, che si svolge in un determinato periodo, con una data di inizio e fine precise) in spazi privati con carattere di imprenditorialità o in spazi pubblici occorre ottenere una licenza per manifestazioni temporanee di pubblico spettacolo

Licenza per manifestazioni temporanee di pubblico spettacolo

La licenza per le manifestazioni temporanee di pubblico spettacolo è volta a verificare i seguenti requisiti:

Requisiti soggettivi: 

  • possesso dei requisiti morali previsti dal R.D. n. 773/1931;
  • assenza di pregiudiziali ai sensi della legge antimafia D. Lgs 159 del 6 settembre 2011, in particolare ex art.67.

Requisiti oggettivi:

Per manifestazioni che si svolgono in uno spazio chiuso, ad esempio un cortile o capannone, oppure in spazi aperti con utilizzo di strutture, quali tribune e sedie, occorre il parere di agibilità dello spazio ai sensi dell’articolo 80 del R.D. n. 773/1931 [3] rilasciato dalla Commissione Comunale/Provinciale di Vigilanza Locali di Pubblico Spettacolo [4].

Qualora la manifestazione si ripeta con le medesime strutture ed impianti, già autorizzati dalla Commissione di Vigilanza nei due anni precedenti, la stessa manifestazione potrà essere autorizzata direttamente dall’ufficio senza un nuovo intervento della Commissione.[5]

Occorre altresì

  • concessione per l’occupazione temporanea di suolo pubblico, nel caso di spazi pubblici aperti, oppure
  • dichiarazione che attesti la disponibilità dell’immobile, se è di proprietà privata, oppure
  • concessione in uso temporaneo di spazi all’interno di edifici comunali.

Per manifestazioni che si svolgono in luoghi all’aperto, quali piazze e aree urbane prive di strutture specificatamente destinate allo stazionamento del pubblico per assistere a spettacoli e manifestazioni varie, o in presenza di palchi o pedane e di attrezzature elettriche, comprese quelle di amplificazione sonora, purché installate in aree non accessibili al pubblico, la manifestazione verrà autorizzata, con il rilascio licenza per manifestazioni temporanee di pubblico spettacolo da parte del Servizio Pubblici Spettacoli, Licenze e Attività Ricettive - Settore Commercio, SUAP e Attività Produttive del Comune di Milano, a seguito dell’acquisizione di idoneità statica delle strutture allestite e di dichiarazione di esecuzione a regola d’arte degli impianti elettrici installati, a firma di tecnici abilitati, nonché dell’approntamento e dell’idoneità dei mezzi antincendio [6].

La licenza per manifestazioni temporanee di pubblico spettacolo è sostituita dalla SCIA (Segnalazione Certificata Inizio Attività), da presentare allo Sportello Unico Attività Produttive (SUAP), [7] per eventi fino ad un massimo di 200 partecipanti e che si svolgono entro le ore 24 del giorno di inizio.

Non occorre la licenza di esercizio per lo svolgimento di manifestazioni temporanee di pubblico spettacolo ma solo la Licenza di agibilità temporanea rilasciata dalla Commissione di Vigilanza [8] per eventi teatrali, cinematografici e convegni/conferenze.

 


[1] "Non occorre la licenza per uno spettacolo dato all’interno di un circolo privato, qualora risulti che lo spettacolo non è stato indetto nell’esercizio di una vera e propria attività imprenditoriale" (Cass. Sez. I, 19.05.1978, n. 5869);

"Non può considerarsi spettacolo pubblico… … …quello che si svolge in un luogo riservato ai soci di un circolo, anche se l’ammissione di esse non sia soggetta a forma rigida e gli spettacoli siano frequenti ed oggetto di pubblicità" (Cass. Sez. IV, 02.12.1966, n. 18);

Il locale ove vengono dati spettacoli ai quali chiunque può assistere previo contemporaneo acquisto al botteghino della tessera di socio e del biglietto di ingresso, non è da considerarsi circolo privato, bensì luogo aperto al pubblico sottoposto alla disciplina degli spettacoli pubblici ai fini degli artt. 68 e 80 T.u.l.p.s., dato che sussistendo in tal caso la possibilità di immediato ed indiscriminato accesso da parte di chiunque, il rilascio del tesserino con il quale lo spettatore acquista la qualità di socio del circolo… … … …costituisce un semplice espediente per eludere l’obbligo di munirsi della prescritta licenza… … …" (Cass. Sez. I, 02.10.1986); 

 

[2] Art. 2082 del Codice Civile “E’ imprenditore chi esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi - 

 

[3] Art. 80 del RD 773/1931 L’autorità di pubblica sicurezza non può concedere la licenza per l’apertura di un teatro o di un luogo di pubblico spettacolo, prima di avere fatto verificare da una Commissione tecnica la solidità e la sicurezza dell’edificio e l’esistenza di uscite pienamente adatte a sgomberarlo prontamente nel caso di incendio. Le spese dell’ispezione e quelle per i servizi di prevenzione contro gli incendi sono a carico di chi domanda la licenza.

 

[4] La composizione delle Commissioni di Vigilanza, Comunali o Provinciali, è contenuta negli artt. 141-bis e 142 del R.D. 635/1940 e s.m.i.

 

Le competenze della CCV riguardano i locali cinematografici o teatrali e gli spettacoli viaggianti con una capienza inferiore o uguale a 1300 persone, gli altri locali o impianti con una capienza inferiore o uguale a 5000 persone, i parchi di divertimento e le attrezzature da divertimento meccaniche o elettromeccaniche che comportano sollecitazioni fisiche degli spettatori o del pubblico partecipante ai giochi inferiori o uguali ai livelli indicati con Decreto del Ministro dell’Interno di concerto con il Ministro della Sanità.

 

Le competenze della CPV riguardano tutti gli immobili di proprietà comunale, i locali cinematografici o teatrali e gli spettacoli viaggianti con una capienza superiore a 1300 persone, gli altri locali o impianti con una capienza superiore a 5000 persone, i parchi di divertimento e le attrezzature da divertimento meccaniche o elettromeccaniche che comportano sollecitazioni fisiche degli spettatori o del pubblico partecipante ai giochi superiori ai livelli indicati con Decreto del Ministro dell’Interno di concerto con il Ministro della Sanità.

 

[5] Art. 141 RD 635 del 6 maggio 1940 come modificato dall’art. 4 del DPR 311/2001 - Salvo quanto previsto dagli articoli 141-bis e 142 per l'esercizio dei controlli di cui al primo comma, lettera e), e salvo che la natura dei luoghi in cui sono installati gli allestimenti temporanei richiedano una specifica verifica delle condizioni di sicurezza, non occorre una nuova verifica per gli allestimenti temporanei che si ripetono periodicamente, per i quali la commissione provinciale di cui all'articolo 142, nella stessa provincia, o quella comunale di cui  all'articolo 141-bis, nello stesso comune, abbia già concesso l'agibilità in data non anteriore a due anni.  

 

[6] D.M. 19 agosto 1996  n. 927200 e s.m.i. titolo IX.

 

[7] Art. 68 TULPS come modificato dall’art. 164 comma 3 del DLGS 31 marzo 1998 n. 112 e dall’art. 7 comma 8-bis, lettera a) del D.L. 8 agosto 2013 n. 91 convertito con modificazioni dalla L. 7 ottobre 2013 n. 112.

 

[8] Art. 68 del TULPS come modificato dall’art. 164 comma 3 del DLGS 31 marzo 1998 n. 112;

 

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