Quelli che... aspettano Expo in città

Quelli che... aspettano Expo in città

Ok, ora è ufficiale. A partire da maggio 2015 Milano sarà invasa da almeno 7 miIa eventi che animeranno la città in una festa senza quartiere. Nel frattempo, però, la metropoli non rimarrà con le mani in mano ad attendere l’esplosione di attività, ma vivrà una lunga marcia di avvicinamento per ingannare l’attesa.

Esiste infatti un fil rouge che ci accompagnerà fino al termine del 2015: una serie composta da eventi di grande portata, appetizer del semestre di Expo. Come Hack the Expo, per fare un esempio del recente passato, contest organizzato da Wired e indirizzato a raccogliere progetti, iniziative e idee di ogni tipo sviluppate dai cittadini che ha messo in mostra la vera natura di Expo in città: coinvolgimento del pubblico, interattività e attivismo.

Oppure Incantevole Indonesia o Le Dame dei Pollaiolo, che ci intratterranno nel mese di novembre. La prima è una mostra organizzata dal FAI nello splendido scenario di Villa Necchi Campiglio fino al 16 novembre, e racchiude tutto quello che può essere considerato lo spirito di Expo 2015: un ibrido tra i luoghi che hanno segnato la storia milanese, le peculiarità locali e le culture provenienti da Paesi lontani.

La seconda iniziativa va invece in scena dal 7 novembre al Museo Poldi Pezzoli, e si spinge ben oltre la semplice esposizione di alcuni tra i più riusciti capolavori della ritrattistica rinascimentale per allargarsi a una serie di attività collaterali che coinvolgeranno persone e luoghi rappresentativi della città, da Lella Costa a Lina Sotis e Philippe Daverio, passando per le Gallerie d’Italia e il teatro Franco Parenti di  Andrée Ruth Shammah.

Internazionalità e cultura si incontrano, a Milano, per Expo. This is Expo in città.

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